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Selezione e Riproduzione

di Giacomo Acerbi

L’altra metà del cielo. Spermatozoi con le ali… sottovalutati… misconosciuti…

Fuco

I fuchi svolgono un ruolo cruciale per benessere, prestazioni, sopravvivenza, riproduzione del super organismo alveare: maschi ben allevati, in piena salute riproduttiva, di robusta e vitale progenie,
sono componente essenziale del futuro delle colonia.
Una sintesi degli aspetti che possono determinare o meno la salute e la qualità dei fuchi, sulle nuove importanti conoscenze e sulle recenti insidie per questo indispensabile anello armonico del complesso ciclo vitale dell’alveare

L’umanità è in reciproca interazione con le api dalla notte dei tempi, ha assai e variamente condizionato il loro ciclo vitale e ne ha diffusa territorialmente la presenza, ma in migliaia e migliaia di anni delle api e del loro ciclo vitale l’uomo ha capito poco o nulla! D’altro canto la comprensione di “maraviglie e misteri” della natura è nella nostra storia progredita con più facilità sui fenomeni percepibili, meglio se a occhio nudo. Ben poco l’uomo per millenni ha potuto capire dell’invisibile, delle molteplici, indispensabili forme vitali che sono troppo minute per essere osservabili.
Le api poi, oltre a essere piccole e con ciclo vitale celato nel loro nido costitutivo, sono, fra tutte le specie viventi allevate, una delle più lontane, diverse e “altre” da noi umani. Quando l’invenzione del favo asportabile e osservabile ci ha consentito di iniziare – finalmente! – a comprendere qualcosa abbiamo (con la consueta presunzione!) ritenuto d’avere capito tutto! Ma quelle semplicistiche iniziali e primitive “spiegazioni” di fenomeni basilari ci hanno tutt’altro che aperto lo scrigno dei misteri dell’alveare. Quanti di noi si sono formati su manuali che propinavano la “verità scientifica” per cui la colonia sarebbe governata dal solo feromone della regina?
Stranamente poi, nonostante quasi tutte le civiltà umane si siano incardinate sulla rigida subordinazione della donna all’uomo, con le api al contrario: al maschio d’ape s’è assegnato valore solo in relazione
alla regina e all’atto riproduttivo. Del fuco è stata addirittura costruita e trasmessa un’immagine di sostanziale inutilità, con perfino lo sviluppo di pratiche, procedure e strumenti di “tecnica apistica moderna” per contrastarne variamente deposizione, allevamento, se non persino la sopravvivenza nell’alveare.

Propongo invece che il fuco sia considerato benaltrimenti: anello indispensabile e determinante del ciclo vitale della colonia…

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